- Aneddoti
bibliografici
- Un giornale tedesco presentò nel 1929
ai suoi lettori la seguente domanda: “Su quali ragioni è fondata la
preferenza per un libro?”. Dalle risposte risultò che, di cento
persone che comperano un libro, venti lo prendono per indicazioni
della critica letteraria, quattordici per consiglio degli amici, dieci
perché sono lettori assidui di un determinato autore e vogliono la
collezione completa delle sue opere, altri dieci in grazia alla abile
pubblicità, otto per passare il tempo in viaggio, e quattro sulla fede
dei cataloghi. E gli altri 34? Forse neppur essi sanno perché hanno
fatto quella spesa.
- Un pastore anglicano di campagna,
avendo composto un sermone che aveva riscosso molti applausi nella sua
parrocchia, pensò di stamparlo, venne perciò a Londra e si rivolse al
noto tipografo Bowyer. Questi accolse cortesemente il nuovo cliente,
s’intese con lui sul formato e sui caratteri e quindi gli chiese
quante copie desiderava stampare. Il bravo pastore rispose
tranquillamente che essendoci in Inghilterra più di 10.000 parrocchie
e contando che ognuna di esse ne avrebbe comprato almeno un esemplare,
ma qualcuno parecchi di più, si potevano certamente stampare 35.000 o
30.000 copie. Lo stampatore sorrise a fior di labbra e annuì. Qualche
mese dopo, avendo l'autore chiesto l'esito della vendita, si vide con
terrore giungere un estratto di conto, il quale segnava a suo debito
785 sterline 5 s. 6 d. per spese di stampa delle 35.000 copie, e in
attivo una sterlina 5 s. 6 d. per ricavo di 17 copie vendute. Il
povero diavolo esterrefatto passò una brutta notte, quando la mattina
dopo la posta gli portò una nuova lettera del Bowyer così concepita:
“Caro signore, Vi chiedo perdono dell’innocente scherzo che mi sono
permesso di farvi. Io conoscevo meglio di Voi quali possibilità di
vendita ci fossero per un sermone isolato e quindi ne ho stampati non
35.000 esemplari, ma 50 soltanto, del cui modesto prezzo mi permetto
di farvi dono per farmi perdonare la libertà che mi sono
presa”.
L’aneddoto è narrato da molti scrittori inglesi, fra i
quali il Curwen nella History of Booksellers, pag. 299 e le
Notes and Queries del 14 novembre 1896, pag. 400, donde io
l’ho tolto. Da: Aneddoti bibliografici raccolti da
Giuseppe Fumagalli. Milano, Bietti, 1939. |