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Newsletter della Biblioteca L. Jacobilli di Foligno
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Anno V, febbraio-aprile 2011

 

 

BARTOCCETTO DI CARIE’

 

 

Chi è?

Un personaggio inventato da mons. Michele Faloci Pulignani. Un simbolo di furbizia montanara. Una figura adattata a icona politica.

Ecco come il monsignore “prestato alla storia” lo presentò: “Bartoccetto di Carié era un uomo che aveva le scarpe grosse  (già! era nato a Carié) e il cervello fino. Con tutti attaccava brighe, con tutti aveva che fare querele, citazioni, intimi; tutti avevano qualcosa da liquidare con lui.

Bartoccetto che aveva bisogno degli avvocati, e che si trovava con la scarsella micragnosa, prendeva un bel prosciutto montagnolo, se lo metteva sotto il cappotto, tanto che ne sporgesse fuori la giuntura, e così preparato andava a chieder consulti agli avvocati, i quali erano larghi di consigli, pregustando il sapore di quel bel tocco di carne salata, che vedevano far capolino di sotto al cappotto del nuovo cliente.

Ma Bartoccetto, avuto il consiglio, con una cavata di cappello lasciava in asso tutti i suoi consulenti, che rimanevano a bocca aperta e a denti asciutti.

Il tiro gli riusciva spesso, e non gli costava molto…”.

 

Occorre leggere il seguito! Si apra dunque la “Gazzetta di Foligno” del 13 febbraio 1892, si cerchi la rubrica ‘Barbanera in giro’ di Michele Faloci Pulignani, e si goda un piacevole brano di prosa giornalistica. La Biblioteca “L. Jacobilli” vi aspetta…

 

 

Qualche EFFATO

Di un bartocceto latino

 

 

1)“Gli onori cambiano le abitudini, ma raramente in meglio” (“Honores mutant mores: sed raro in meliores”)

 

2) “Sempre in tre sono i birbanti” (“Omne trinum est malandrinum”)

 

3) “Lontano dagli affari!” (“procul negotiis”)

 

4) “Dal momento che questo popolo vuol essere gabbato, gabbiamolo”  (“Quandoquidem  populus iste vult decipi, decipiatur”)

 

5) Questo effato è dato soltanto in latino; vediamo chi lo traduce: “Quid pluma levius? Pulvis. Quid pulvere? Ventus. Quid vento? Mulier. Quid muliere? Nihil”

 

6) “Le leggi assistono coloro che vigilano, non coloro che dormono” (“Vigilantibus, non dormientibus, jura subveniunt”)

 

 

 

UNA BELLA SCOSSA CULTURALE

 

 

L’ultimo Sinodo di Foligno, celebrato tra il 1886 e il 1991, contiene affermazioni e dichiarazioni che possono interessare un vasto pubblico.

Si stabilì che era “urgente superare le difficoltà che hanno caratterizzato i rapporti tra il mondo della fede e quello della cultura negli ultimi secoli anche nella nostra terra” (n. 109) e ci si propose  la promozione di un vasto dialogo e di una concreta collaborazione con il mondo della cultura, non soltanto per superare i pregiudizi, ma per produrre alte e pensose espressioni della fede.

A questo proposito il Sinodo decise: “Si curino la salvaguardia, l’arricchimento e la piena fruizione dei beni artistico-culturali della diocesi… con particolare attenzione alla Biblioteca Jacobilli, all’Archivio diocesano, al costituendo Museo diocesano” (n. 134),

Alla base di questa decisione c’era il principio non esplicitato, ma riconosciuto, che il Vangelo si avvantaggia di un più ampio e approfondito livello culturale, cioè si spiega meglio, si esprime meglio. Lo aveva affermato il Concilio Ecumenico Vaticano II : “La Chiesa si è servita delle differenti culture, per diffondere e spiegare il messaggio cristiano nella sua predicazione a tutte le genti, per studiarlo e approfondirlo, per meglio esprimerlo nella vita liturgica e nella vita della multiforme comunità dei fedeli”(GS, 58).

L’inculturazione del messaggio evangelico è il compito che la Chiesa si è posta costantemente lungo i secoli, ma questa inculturazione esige l’acquisto di un vasto tesoro di conoscenze e abilità umane, senza le quali il messaggio cristiano corre il rischio di limitare la propria efficacia, depotenziarsi e al limite girare a vuoto.

E allora che concludiamo? Concludiamo che la nostra Biblioteca intitolata a Lodovico Jacobilli e i nostri Archivi storico e capitolare costituiscono una delle offerte più importanti ed efficaci per l’acquisizione di un più alto livello culturale. La storiografia, la filosofia, la teologia, la conoscenza della letteratura si avvantaggiano enormemente dalla fruizione di questi depositi librari e documentari. Questi “Centri culturali cattolici sono strumenti privilegiati per far conoscere a un vasto pubblico le opere di artisti, scrittori, scienziati, filosofi, teologi, economisti e saggisti cattolici, e suscitare un’adesione personale ed  entusiastica ai valori fecondati dalla fede in Cristo” (Pontificio Consiglio della Cultura, Per una pastorale della cultura, n. 32).

 

 

 

Ancora ringraziamenti

 

 

La Biblioteca “L. Jacobilli” riceve ancora donazioni importanti di libri e riviste. I donatori sono molti: mettiamo al primo posto l’attuale vescovo di Foligno mons. Gualtiero Sigismondi. Poi ricordiamo con gratitudine i donatori Luciano Cicioni, Lanfranco Cesari, mons. Giuseppe Bertini, padre Filiberto Corvini, Don Dante Cesarini, L’Istituto ISTESS di Terni, Fiorella Rossi Drago, Vittorio Tacchi… e altri che ricorderemo in altra occasione.

 

 

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