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Jacobilli News |
Newsletter della Biblioteca L. Jacobilli di
Foligno |
Anno IV, Maggio-Giugno 2010
BUONA A SAPERSI, n.
1
La follia di Don Chisciotte, vera metafora dell’uomo contemporaneo, nacque in biblioteca.
Dice niente?
BUONA A SAPERSI, n.
2
Anatole France (1844/1924) diceva che la propria biblioteca era composta in buona parte da libri chiesti in prestito.
Questa poi è dedicata a c.m. Lui se l’immagina.
BUONA A SAPERSI, n.
3
Antonio Baldini dichiarò che di alcuni suoi libri sapeva tutto: Autori, titoli, anno di pubblicazione, incipit, ecc.
Giurò solennemente che di questi sarebbe stato strenuo difensore.
Gli altri, andassero alla malora!
ADESSO, PER VEDERE
LA MADONNA DI BELFIORE
BISOGNA ANDARE A
SPOLETO

Proprio così,
Come è potuto avvenire questo? Lo racconta Don Luciano Gregori.
Bisogna risalire a qualche anno fa. Le cose si sono svolte lungo alcuni decenni: nel 1947 la statua della Madonna col Bambino scomparve; l’aveva venduta un parroco, pur bravissimo dal punto di vista pastorale, ma inesperto nella valutazione delle opere d’arte (non era il solo); si chiamava Don Ottavio Ottaviani.
Passarono dieci anni e nel 1957 questa statua fu esposta nel Museo Poldi Pezzoli di Milano; il proprietario era il conte Virgilio Buratti Zanchi.
Passarono altri dieci anni e il vescovo di Foligno Siro Silvestri fece passi importanti per riavere la statua; la sua vertenza non ebbe successo: siamo nel 1967.
Questa volta passano quarant’anni: ora la Madonna di Belfiore appare nel Museo del Ducato di Spoleto.
Che altro dire? Vale la pena recarsi a Spoleto soltanto per vedere questa statua; dopo l’intelligente restauro è di una bellezza ancor più straordinaria.
L’ultimo numero di “Spoletium” (2009) contiene un articolo molto preciso di Alessandro Delpriori. Vi leggiamo: “La bellezza di questa scultura è però soprattutto nei dettagli della policromia, dalla definizione delle frange delicate del velo di Maria alla bordatura delle vesti, dalla corona dipinta alla marmorizzazione del trono, dalla poesia delle ciocche di capelli rossi che escono appena dal velo della Vergine, alla descrizione della decorazione del tendaggio del fondo che in alto va a ripiegarsi a fingere un baldacchino di cui si vedono i lacci che scendono”.
La Biblioteca “L. Jacobilli” conserva questo numero della rivista “Spoletium”.
L’ANGOSCIA DEI
BIBLIOTECARI
“Spesso la raccolta di libri, invece di soddisfarci, ci getta nell’angoscia per i tanti volumi che ancora ci mancano. La passione che si dispera di appagare diventa un incubo, la biblioteca diventa metafora di un traguardo irraggiungibile, di una riva perennemente lontana e che si allontana mentre più cerchiamo di avvicinarci ad essa: un miraggio. La biblioteca come metafora di un labirinto infinito riecheggia nel racconto do J. L. Borges La biblioteca di Babele” (A. e G. Gentili).
AVVIENE CHE
…sono molti
quelli che dobbiamo ringraziare perché fanno dono di libri in favore della
Biblioteca “L. Jacobilli”. Citiamo gli ultimi donatori, in ordine cronologico:
l’arcivescovo Giuseppe Chiaretti, il vescovo

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Biblioteca
L. Jacobilli del Seminario Vescovile |
Questo messaggio ha il solo scopo di informare, senza
alcun altro fine. |